Dal lunedì al venerdì, dalle 22 alle 23, sulle frequenze InBlu, sono in onda con Effetto Notte in Italia
Sono una giornalista 'musicale', con il pallino della canzone italiana. Se ti capiterà di ascoltarmi in radio, ripassa pure da qui e dimmi le tue impressioni.
Senza interazione il mio lavoro è vano.
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PopOn
Ti piace la musica italiana? Allora tieniti informato con PopOn, il portale interamente dedicato alla musica del nostro paese. Interviste, recensioni, notizie, sondaggi, classifiche e molto di più su www.popon.it!
Nel salotto di Effetto Notte in Italia si sono accomodati:
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Moltheni
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Pacifico
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Resound
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Vinicio Capossela
Rossana Casale
Radiodervish
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Khorakhané
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Lost
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Milagro
La Scelta
Povia
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Matia Bazar
Federico Stragà
Luca Barbarossa
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Ron
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Gio' Di Tonno
Tiziano Ferro
La Crus
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Velvet
In collegamento telefonico abbiamo raggiunto:
Tiziano Ferro
Ivan Segreto
Niccolò Agliardi
Pacifico
Luca Nesti
Susanna Parigi
Giovanni Allevi
Marco Baroni
Leandro Barsotti
Solis String Quartet
Pia Tuccitto
Riccardo Sinigallia
Shel Shapiro
Radiodervish
Omar Pedrini
Stefano Di Battista
Tosca
Marta sui Tubi
Fabio Armiliato
Modena City Ramblers
Max Casacci (Subsonica)
Aida Satta Flores
Garbo
Ipse dixit
Sto ascoltando:
"Il movimento del dare" di Fiorella Mannoia
"Psiche" di Paolo Conte
Un pugno e una carezza
Un pugno: alla televisione.
Una carezza: alla radio.
(Se) lei non sa chi sono io!
Mi chiamo Paola De Simone, sono nata a Pescara il 26 maggio del 1972. Sono laureata in Storia e Filosofia (con lode) e diplomata in Giornalismo Medico Scientifico (con lode). Sono iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti. Nel 1999 ho iniziato a far pratica nella redazione del quotidiano "Il Tempo" d’Abruzzo, ma il mio interesse per la canzone italiana mi ha orientata da subito verso settori specifici. Risale così al 2000 la stretta collaborazione con il sito MusicaItaliana.com, che ho gestito in qualità di Content Manager per circa tre anni. Dalla parziale fusione editoriale di MusicaItaliana.com e Rockol, massimo esponente della musica internazionale in Rete, è nata anche la mia collaborazione con quest’ultima realtà giornalistica. Il 2003 è stato un anno importante per me, perché oltre a segnare il mio arrivo a Milano, ha caratterizzato anche il mio passaggio ufficiale dal web alla radio. Inizia così il mio rapporto di lavoro - in qualità di speaker, ideatrice e curatrice di programmi - con il circuito radiofonico InBlu, diretto dalla grande Paola Gallo e sulle cui frequenze attualmente curo e conduco da Roma due programmi a tema musicale. Nell'aprile 2007 inizio una collaborazione saltuaria con Radio2 Rai, alla conduzione del programma "Due di notte". Dal giugno 2008 dirigo il portale PopOn (www.popon.it), dedicato interamente alla musica italiana. In campo editoriale ho collaborato alla stesura de Il grande dizionario della canzone italiana, curato da Dario Salvatori, e del Dizionario completo della canzone italiana, a cura di Enrico Deregibus. Nel Novembre 2007 ho inoltre pubblicato per la Manni Editori un libro scritto a quattro mani con Dario Salvatori, intitolato "Che canti! Il mito di Ernesto Guevara nella musica". Negli anni ho maturato anche esperienza nel campo dello spettacolo, come presentatrice di numerose manifestazioni canore (tra le tante un concerto italiano di Gloria Gaynor e il primo concerto virtuale su Second Life).
Odio : la violenza, in tutte le sue forme Amo : la musica italiana, gli uomini intelligenti, la bellezza La mia musica : quella italiana, di qualità, e (lo ammetto) un po' quella inglese I miei libri : "Le dodici lune" (Adriana Zarri), "Alta Fedeltà" di Nick Hornby, "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo I miei film : "I ponti di Madison County" e "La leggenda del pianista sull'oceano"
Sola in una camera d’albergo, ascoltando Patty Pravo nel brano in gara al Festival, una canzone dall’aria francese intitolata “E io verrò un giorno là”. Rifletto, nel mentre di una piccola pausa. Mi porto dentro tante tensioni, quelle che si accumulano alternando passione e fatica, in un turbinio che concede pochi intervalli. Penso a come il tempo trasformi le cose e a come spesso, dopo il diradare della nebbia, ti accorgi di avere davanti qualcosa che non vedevi. O ancora peggio, ti accorgi di aver sempre visto fantasmi. La mia musica italiana non è mai esistita, quella che amo è frutto della mia vivida immaginazione. Lo è, se tutti non sanno di cosa parli quando parli di lei. Questo Festival forse ha davvero fatto il suo tempo. Un tempo troppo lontano, quello dei Modugno e dei Tenco. Se si vive di ricordi, il rischio alberga nel risveglio.
Rimetto da capo il brano della Pravo, mi concilia la riflessione, mi accarezza i pensieri. “Ci daremo la mano e poi mai più ti perderò”, canta l’ex ragazza del Piper. E allora corro con la mente a chilometri da qui e sento un profumo. Un respiro. Forse la musica è quella, scandita nel ritmo da quei sospiri, da quei battiti. “Io son qua e ti sento, sento ancora che ci sei, ma è troppo stanca l’illusione di ciò che ho perso e che vorrei”, canta ancora lei e io torno a pensare alla musica. In sala stampa, oggi, mi sono guardata molto intorno e ho visto tanta accondiscendenza, ho udito tanti applausi, ho visto volare foto e autografi. Non credo di stimare molto i miei colleghi, salvo qualcuno che probabilmente non ho notato perché troppo preso a fare il proprio mestiere.
E poi tacchi, minigonne e tanto trucco intorno agli occhi, per non vedere e per farsi vedere. Guardo la mia penna e la mia tastiera e le accarezzo, in un gesto nostalgico e balordo. Sciocco idealismo il mio, donna d’altri tempi e di altra scrittura. Ma poi mi scopro a sorridere e a fare spallucce. Perché tanto, io, a Sanremo, queste cose le ho sempre pensate. E questo è solo un anno in più
E’ arrivata così, “quando meno te l’aspetti”, una poesia per me. Caduta dall’alto, dalla memoria. Una persona che non sento e vedo da tanto, in un giorno qualunque mi ha pensata e ha scritto dei versi per me. Sono semplici, ma il solo pensiero che questo ragazzo abbia avuto la delicatezza di tornare a me con la memoria, di scrivere una poesia e abbia anche pensato di spedirmela nuda e cruda, mi allarga il cuore. Nessun preambolo: una poesia e una firma. Seguita da una seconda mail di risposta ai miei ringraziamenti in cui ha aggiunto: "Non è granchè, tu vali molto di più... ogni tanto penso a un bel fiore come sei tu e… mi riconcilio alla vita". I versi li voglio condividere con voi, perché sono lusingata davanti a tanta delicatezza e credo importante riflettere, anche ad alta voce, sulla bellezza di alcune persone. Quelle che non ti aspettavi, che non l’avresti mai detto. Non è la prima volta che ricevo una poesia, è la seconda per l’esattezza, ma l’altro ‘poeta’ aveva preso in prestito le parole da Pablo Neruda (“Mi piaci silenziosa”). Questa volta è diverso, le parole sono pensate per me. Una donna non può chiedere di meglio che sentirsi per cinque minuti Beatrice, Laura, Silvia…
A volte un richiamo,
un profumo suadente.
Mi riporta lontano,
accende la mente.
S’apre un sorriso,
illumina un bel viso.
Allora ricordo
una fanciulla soave
che col suo vivo fare
esaltava un mondo, d’amare.
E' tempo di imparare a guardare.
E' tempo di ripulire il pensiero.
E' tempo di dominare il fuoco.
E' tempo di ascoltare davvero.
E' tempo di imparare a cadere.
E' tempo di rinunciare al veleno.
E' tempo di dominare il fuoco.
E' tempo di ascoltare davvero.
Credo di averlo scritto anche qui su Tacabanda!, ma lo ripeto perché non credo sia mai abbastanza. Alla conferenza di presentazione del Festival di Sanremo del 2005, Paolo Bonolis, allora conduttore e direttore artistico, esordì dicendo: “Io di musica non capisco niente”. Volevo uscire dalla sala stampa o tirargli una scarpa (allora non andava così di moda), ma strinsi i denti e vissi anche quell’edizione con la solita passione. Perché il Festival di Sanremo è una grande e vera passione per me. Non ho perso un’edizione dagli anni ’70. Ed è per questo che sento di poter dire che un cast in gara peggiore di questo, Bonolis (ancora direttore artistico) non poteva metterlo su. Grazie anche a quell’incompetente di Gianmarco Mazzi. Mi lamento di lui dal primo Festival di cui si è preso cura e torno a gridare la sua mancanza di conoscenza della musica italiana.
Lasciatemelo dire in questa zona franca: ‘fanculo Bonolis, ‘fanculo Mazzi. E voi, mi raccomando, non lasciatevi ingannare, la musica italiana non è quella che vogliono farvi credere loro. La musica italiana è altra e altrove, ed è bella. Altroché.
In quanto ai giovani, denominate Proposte 2009, trovo che quanto accaduto sia veramente scandaloso. Raccomandazioni alla luce del sole. Zucchero che accompagna la figlia, la stessa Irene che da tre anni ci prova e non riesce a passare le selezioni da sola. Ah, questa Italietta in cui conta di chi sei figlia e non quanto vali. Sì, mi sono sfogata e ne avevo bisogno. Naturalmente anche quest’anno sarò in sala stampa, puntuale e coinvolta, come da otto anni ormai.
Per la lista completa dei gareggianti vi rimando su PopOn!
E vi invito anche a leggere questo mio editoriale, si intitola Scandalo a Saremo... e ho detto tutto!
La rivista GQ ha una sezione intitolata "Maestri di vita: come deve comportarsi un uomo?". Nel numero in edicola trovate l'intervista a Franco Battiato, che come sempre dimostra di essere un passo avanti rispetto a tanti uomini. Di seguito vi riporto qualche risposta che mi ha particolarmente colpito: Un uomo può tornare indietro?
«Sì. Diversi mistici hanno detto che nel momento in cui stai facendo un’analisi, con coscienza, di un tuo errore, già sei perdonato».
Come si dovrebbe corteggiare una donna?
«L’arte del corteggiamento, che ammiro, tecnicamente, come quella del tiro con l’arco, non l’ho mai praticata».
Cosa un uomo non dovrebbe mai dire a una donna?
«Puttana».
Deve sempre pagare il conto?
«Sì, lo trovo giusto. E anche far passare prima una donna o aprirle la portiera».
Che cosa fa di un uomo un gentiluomo?
«Adoro i gentiluomini. Gentiluomo è chi ha il rispetto degli altri. È uno che non fa dei torti, che ha correttezza morale».
Quando un uomo può mentire?
«In molti casi deve mentire. Quelli che hanno un’avventura e la raccontano alla moglie sono solo degli stupidi! Rischi di rovinare un rapporto per la verità. Se è una cosa che non ha lasciato tracce ed è un’avventura, lascia stare, non fare Il Vero, Il Sincero. Se un tuo amico ti mostra il vestito nuovo di cui è tanto orgoglioso, che senso ha dirgli che ti fa schifo?»
Io amo molto gli uomini. Mi piace stare con loro, mi divertono e mi sento più me stessa in loro compagnia. Ma in tutta onestà devo dire che non sempre li capisco. Troppo semplici, forse, o semplicemente troppo diversi dal mondo femminile per poterli afferrare. Questa, però, ve la voglio raccontare: sei anni fa conobbi un ragazzo, era bello, ma talmente bello che le donne si giravano a guardarlo con sguardo stupito. Ricordo come fosse ieri la faccia imbambolata di una commessa che non riusciva a darci il resto perché ipnotizzata nel trovarselo davanti. Quando ci conoscemmo scattò qualcosa tra noi, ma io non potevo credere che potesse essere interessato a me, allora non avevo la stessa stima in me stessa che serbo oggi, mi sottovalutavo un po’ evidentemente, ma davvero non riuscivo a spiegarmi come potesse volere proprio me. Ma così era. Lo ricordo gentile, garbato, pieno di valori. Sembrava finto per quanto era bello dentro e fuori. Lo conobbi nella mia Pescara quando ormai vivevo a Milano e, causa distanza, ci perdemmo dopo poco. Due anni di lungo silenzio e una sera gli mandai un messaggio, mi rispose che non aveva mai smesso di pensarmi e che gli avrebbe fatto piacere rivedermi. Lo rividi. La sua bellezza era rimasta intatta, passammo una serata bellissima. Ero convinta che ce ne sarebbe stata un’altra, ma il destino non sembrava pensarla come me, e nemmeno lui. Ci riperdemmo. Ma dopo un anno e mezzo, quando ormai vivevo a Roma, si fece risentire. Apparve nuovamente dal nulla dopo tanto silenzio, sempre educato, sempre gentile e cortese. Sempre bello. E, ditemi voi donne, come si fa, da dove si comincia a dirgli di no? Volle rivedermi, mi invitò a cena fuori, elegante e misurato, mi trattò come fossi l’unica donna al mondo, ma questa volta quella stessa alchimia, ahinoi!, non ci fu. La sua dolcezza ed educazione continuavano ad affascinarmi, ma fu dura ammettere a me stessa che in sua compagnia mi stavo annoiando. Fu un po’ come assistere alla caduta da cavallo del principe azzurro. E pensare che nel mio immaginario si era conquistato un posto difficile da eguagliare. Purtroppo dovetti arrendermi alla realtà, che era decisamente altra rispetto ai ricordi. In cuor mio detti la colpa a lui, mi aveva lasciata troppo nel silenzio per meritarsi il mio entusiasmo. Perdersi nuovamente questa volta fu inevitabile. Cancellai persino il suo numero, per non avere ulteriori e vane tentazioni.
Ed ecco il finale della storia.
Questo pomeriggio, uscita dalla doccia, ho trovato una chiamata sul cellulare. Il numero non era memorizzato e non sapevo chi fosse. Generalmente lascio correre, non sono di quelle che rispondono o richiamano. Ma una chiamata di domenica mi porta a escludere rogne lavorative e quasi istintivamente ho mandato un sms per sapere chi fosse. La risposta ha destato in me inevitabile meraviglia. Era lui. Mi scriveva che immaginava avessi cancellato il suo numero, ma lui non lo aveva fatto, perché nonostante il passare del tempo non era riuscito a dimenticarmi. La mia risposta è stata decisamente meno romantica della sua, una risposta da donna un po’ ferita. A questo scambio di sms è seguita una telefonata. Mi ha fatto strano sentirlo, udire la sua voce mi ha richiamato immediatamente la sua immagine. Per me lui è come non fosse mai esistito, quasi un’invenzione della mia fantasia, invece c’era, era dall’altro capo del filo e ne sentivo il respiro. Mi ha chiesto come stavo, quali cambiamenti c’erano stati in questi quasi tre anni di silenzio. La mia risposta gli ha descritto la mia vita in superficie e poi ho girato a lui la domanda. Mi ha svelato di essersi sposato da un anno e mezzo, con una ragazza che conosce praticamente da sempre, ma che gli mancavano i suoi spazi e che non era riuscito a dimenticarmi. Forse ho smesso di essere romantica, ma in tutto questo non riesco a vedere un briciolo di bellezza. Ha aggiunto che gli avrebbe fatto piacere rivedermi, da amici, per un caffè… non lo nego, la tentazione è stata tanta. Lui parlava e io chiudevo gli occhi, rivedevo il suo splendido viso e il suo corpo scultoreo. Un respiro profondo e una risposta necessariamente dura: non era il caso di vedersi neanche per un caffè, perché in fondo noi amici non lo siamo mai stati. Lui ha argomentato dicendo che con la moglie è stato chiaro, lei non può portarle via amici e passato. Lei forse no, ma io sì.
Ho bisogno di cambiamento. Desidero buttare un anello che ho al pollice da dieci anni. Voglio tagliare i capelli, li voglio corti. Non vedo l’ora di cambiare casa. E mi piacerebbe andare via per un week end lungo, potermi permettere una spa con annessi e connessi. Ho davvero bisogno di variare. Buttarmi alle spalle i problemi degli ultimi mesi: qualche amico mi ha deluso profondamente (e ancora ci penso), ma per fortuna qualcun altro mi ha dimostrato grande affetto. Non lo nego: in questo periodo della mia vita vorrei avere tanti soldi, vorrei investire, crescere, ingrandire i miei progetti, ho voglia di lavorare tanto come sempre, ma con un occhio alla qualità di ciò che mi circonda. Questi sono i miei sogni possibili, ai quali aggiungo tanta voglia di leggerezza e frivolezza, perché ho bisogno di ridere e divertirmi. Chissà che prezzo avrà tutto questo.
Passeggiamo sulla spiaggia
che il bambino almeno gioca,
da dov’è che cominciamo:
dagli amori o dalla noia?
Tuo marito, sì, lo incontro:
gran sorrisi, gran saluti
e il discorso è già finito
non ci siamo mai piaciuti.
Cambia giri, cambia amori,
come un lupo senza tana,
senza i tuoi capelli lunghi
e la tua dolce sottana.
Come va la nuova storia?
Sei tranquilla? Meno male,
ci si stanca a coccolare
una tigre dentro il cuore,
però in fondo rimpiangiamo
gli anni belli, gli anni duri,
nel deserto degli adulti
quattro occhi, quattro muri. Nel mio nido di cemento
faccio nascere dei fiori,
che peccato che si veda
così poco dal di fuori…
Dormo sempre troppo poco
e rimango lì ad aspettare,
che qualcosa si spalanchi:
una scusa per andare,
poi il giorno entra nel letto
e mi dice tu sei mia
e io mi arrendo, perché no,
a un giorno di vigliaccheria,
E la speranza poi si spoglia
e giuro sotto non c’è niente,
solo il sole che si perde
tra le case lentamente.
Sentiamoci vicine,
qualche cosa abbiamo fatto,
tu quel sole di tuo figlio,
io la canzone che ti canto.
E forse volano già insieme
contro il vento del futuro,
hanno il sangue nelle vene
di due che san tener duro.
E ora corrono fratelli
lungo questa spiaggia oscura
e costruiscono castelli
per due donne che han paura…
E’ passato oltre un mese dall’ultimo post e tante cose sono accadute. Nessun cambiamento della vita, ma tanti piccoli particolari che mi hanno addolcita. Ho trascorso una decina di giorni con i miei nipotini, ricordate Aurora e Riccardo? Stanno crescendo: Aurora è una signorinella di quasi sette anni, lucida e sveglia; Ricky ha due anni e passa buona parte del suo tempo a mortificarsi, beata sensibilità! Li penso ogni giorno della mia vita, non immaginavo di potermi legare tanto a dei bambini… invece è successo. E, sarà l’età, ma spesso penso a come deve essere bello avere dei figli, faticoso, per carità, ma credo diano significato all’esistenza stessa. Penso a quanto sia bello metterli al letto, vedere nei volti i tratti del loro padre, ascoltare le vocine che azzardano parole inafferrabili, sentirli ridere dopo il pianto con i lacrimoni ancora in bilico tra la guancia e il vuoto. Penso anche a come sia difficile educarli ai valori in questo mondo ricco di nonsense, a come si possa renderli capaci di scegliere, sento il peso dei loro inevitabili errori e, quasi in apnea, avanzo comunque il capo davanti al coraggio di metterli al mondo.
Figlio, chi t'insegnerà le stelle
se da questa nave non potrai vederle?
Chi t'indicherà le luci dalla riva?
Figlio, quante volte non si arriva!
Chi t'insegnerà a guardare il cielo
fino a rimanere senza respiro? A guardare un quadro per ore e ore
fino ad avere i brividi dentro il cuore?
Che al di là del torto e la ragione
contano soltanto le persone?
Che non basta premere un bottone
per un' emozione?
Figlio, figlio, figlio,
disperato giglio, giglio, giglio,
luce di purissimo smeriglio,
corro nel tuo cuore e non ti piglio, dimmi dove ti assomiglio
figlio, figlio, figlio,
(Figlio, figlio, figlio - di Roberto Vecchioni)
Sono una donna di 36 anni e mi dico che è anche giusto che la natura operi su di me i cambiamenti necessari a darmi quel senso di maternità che giustifichi anni di ormoni funzionanti. E anche se il pensiero dei figli in fondo non lo rifiuto più già da tanto tempo, ora devo dire che comincio ad affezionarmi persino all’idea. La parte più razionale di me mi ripete che ho talmente tanto lavoro da fare che un figlio non saprei proprio dove incastrarlo, mentre il cuore si intenerisce e mi ripete che sarebbe la cosa giusta. Per fortuna i figli si fanno in due, così si possono spartire le responsabilità di una scelta.
Ma credo anche che ragionarci su serva a poco, l’istinto non va mortificato né tantomeno represso. Il libero sfogo di ogni esigenza naturale, purché non lesiva dell’altrui libertà, è una condizione di buona sopravvivenza cui non si può prescindere. Così lascio fare alla vita e mi pongo spettatrice di una sceneggiatura tutta ancora da scrivere.
Intanto il lavoro va a gonfie vele, prosegue tra Radio InBlu, sulle cui frequenze inizierò presto un nuovo programma di musica italiana (che va ad aggiungersi ai già rodati “Effetto Notte in Italia” e “Provini”), e PopOn, che mi sta regalando tante soddisfazioni, mai pari, però, alle fatiche che comporta. Ma posso dire di essere una donna appagata. E anche serena in questo momento della vita, tanto da essere preoccupata, perché il ciclo di quiete e tempeste è inarrestabile. Paolo Fox dice, però, che il 2009 sarà l’anno dei Gemelli e che di cose belle faremo incetta. Allora mi metto su un bel sorriso e paziente aspetto di scrivere la mia notizia più bella.
Lo so, lo so, vi sto trascurando, ma da quando esiste PopOn è come se avessi un figlio e chi è genitore può capire il gran daffare che mi sta dando: nutrirlo a tutte le ore, ripulirlo per bene, dargli le cure necessarie... insomma, una missione! Ma lo faccio di cuore, esattamente come una madre.
Per fortuna le cose stanno andando molto bene e qualche giorno fa abbiamo toccato il picco di quasi 1.500 accessi in un solo giorno, che per essere un sito di due mesi direi che si fa quasi fatica a crederlo. Vi invito anche ad andare nella pagina dedicata alla Rassegna Stampa, tanto per capire di quante belle attenzioni siamo stati degnati.
Vi segnalo anche un'intervista che mi ha fatto il sito Ghigliottina.it, la trovate qui. Ringrazio anche Radio Internazionale Costa Smeralda, per avermi invitata a parlare di PopOn a tutta la Sardegna. Un sentito grazie va anche a Franz Coriasco che, sulle mie care frequenze InBlu, ha realizzato una bella intervista che andrà in onda martedì 26 Agosto a mezzanotte. Aggiungo che lunedì 11 agosto alle 10.40 sarò intervistata in diretta da Barbara Urizzi, per Radio Capodistria.
Insomma grazie davvero a tutti e soprattutto al caro Riccardo Vitanza, per la stima e l'amicizia.
Avevo sei anni quando mia madre iscrisse me e mia sorella alla "Conchiglia d'Oro", una specie di "Zecchino d'Oro" in versione abruzzese. Per farvela breve io mi classificai al terzo posto cantando La storia di Giovannino, in coppia con un bambino chiamato S. De Angelis, il nome per esteso purtroppo non me lo ricordo. Ciò che ricordo bene, invece, è che quell'edizione fu presentata da Claudio Lippi, che ai miei occhi era solo un signore alto e roscio.
Se avete qualche bambino intorno, magari vi farà piacere fargliela sentire, io ve la posto qui... ma solo perché siete voi. Ah, non usatela contro di me, mi raccomando!
Le persone ci circondano e ci cambiano la vita. Gli altri non siamo noi, ma corpi decisamente estranei a noi. Mi sono sempre chiesta perché l’altro è capace di farmi felice o di abbattermi con poco. Non ho trovato grandi risposte, non se escludiamo ogni riferimento alle energie di cui ogni singolo dispone.
Noi siamo energia, e l’energia ha un suo linguaggio, compreso da alcuni ed estraneo ad altri. Così quando incrociamo persone che hanno il nostro stesso codice, può accadere che le energie si sommino, caso contrario avviene ogni tipo di detrazione e noi perdiamo sempre qualcosa in termini di energia.
Ma anche nella sua positività l’energia deve rispondere all’elemento temporale che può deviarne i risultati. Mi spiego: l’energia positiva aggiunge energia, ma la privazione di un’aggiunta è privazione comunque.
Ho incontrato qualcuno nella vita disposto a darsi, a offrirsi e nel comune codice energetico il tutto si trasformava in piacere.
Ma quella persona non sapeva quanto male si fa a dare, perché nessun dono è durevole e così quell’energia aggiunta venne di colpo a mancare e si trasformò in energia detratta.
Sembrano paroloni, lo so, eppure vi sto parlando d’amore.
Vi avevo parlato di un progetto che mi stava piacevolmente rubando molto tempo, ragion per cui latitavo un po’ da Tacabanda. E ora è arrivato il momento di fare le presentazioni ufficiali.
Blogger, amici miei, vi presento PopOn (www.popon.it), un portale di musica italiana, di sola musica italiana, in cui spero soddisferete tutte le vostre esigenze di informazione. Essendo editrice e responsabile della redazione posso solo dirvi che la serietà, l’impegno e la professionalità saranno il condimento principe. Almeno questo è il nostro dictat.
Attendo di conoscere le vostre impressioni, tengo al vostro giudizio, perché mi avete sempre compresa e spesso sostenuta e spero vivamente che questo nuovo ‘giornale’ sia all’altezza delle vostre menti.
Appello della campagna
“L’Europa dice no allo scudo spaziale”
Il governo degli Stati Uniti vuole installare una base radar in Repubblica Ceca, come parte del sistema di difesa antimissile detto “Scudo spaziale”.
Lo scudo spaziale è un’arma di offesa e uno strumento per il dominio globale attraverso la militarizzazione e il controllo dello spazio. L’installazione della base radar in Repubblica Ceca è solo il primo passo e ha già causato un aumento delle tensioni internazionali e la ripresa della corsa agli armamenti, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”. Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti, com’è avvenuto in Italia.
La lotta contro questo progetto non riguarda solo la Repubblica Ceca (dove il 70% della popolazione è cont raria alla base radar), ma deve estendersi a tutta l’Europa. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare, minacciando la pace e la sopravvivenza stessa dell’umanità.
Il 13 maggio Jan Tamas e Jan Bednar, del movimento ceco contro la base radar USA hanno iniziato uno sciopero della fame e varie città europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amster dam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si sono unite alla protesta portata avanti a Praga con diver se iniziative di denuncia e solidarietà.
Nel nostro paese sono partite iniziative a Trieste, Torino, Milano e Roma, sul tema dello scudo spaziale, delle basi militari e in generale del riarmo. Vi invitiamo a sostenere ed allargare questa protesta nonviolenta, per formare una rete ampia e far pressione sul nostro governo perché prenda una posizione chiara contro lo scudo spaziale e a favore di un’Europa senza basi militari e armi nucleari.
Come primo passo si può firmare e diffondere la petizione on-line al link www.nonviolenza.net per chiedere che l’installazione della base radar in Repubblica Ceca venga sottoposta a referendum. Nel sito si trova anche informazione aggiornata sulla campagna.
Scarica e leggi il PDF qui di seguito, troverai maggiori informazioni in merito!
E se non sei ancora convinto, guarda questo video:
Non so se succede anche a voi, ma a volte ho la sensazione di dovermi difendere da tutto. Non credo di soffrire di manie di persecuzioni, ma è come se dietro ogni angolo si nascondesse la fregatura. Non puoi mai permetterti di abbassare la guardia, perché c’è sempre qualcuno che se ne approfitta.
Non so, forse sono solo sensazioni, magari anche sbagliate, ma è da qualche anno che vivo così. Fuori da quella porta è come se ci fosse un’invasione di cavallette e appena metto il piede fuori inizio a schivarle. Vorrei sbagliarmi, ditemi che sono prevenuta, ditemi che il prossimo ci ama e che non dobbiamo difenderci da lui, ditemi una bugia, ma liberatemi da questa sfiducia che congiunge le mie sopracciglia e stringe le mie labbra.
Oggi le mie gambe diventano maggiorenni, entrambe. Hanno camminato da sole per diciotto anni, insieme mi hanno condotta ai mie trentasei. I compleanni, si sa, servono a fare i bilanci, e mi sento di dire che l'età della ricerca va sfumando, ora ho le idee chiare su me stessa. Io sono come sono (tanto per citare i Bluvertigo che proprio stasera vivono la loro reunion su MTV). E cosa sono provo a dirvelo:
Sono Paola Giulia
Sono dei Gemelli
Sono figlia
Sono sorella
Sono zia
Sono cognata
Sono nipote di zii
Sono cugina
Sono giornalista di musica
Sono amica
Sono nemica
Sono conoscente
Sono vicina di casa
Sono blogger
Sono la ex
E so anche quello che non sono:
Non sono più nipote di nonni
Non sono madre
Non sono suocera
Non sono nuora
Non sono nonna
Non sono bisnonna
Non sono moglie
Non sono amante
Non sono fidanzata
Se la lista di ciò che sono è più lunga di quella di ciò che non sono, lo devo solo ai miei anni. E speriamo continui ad allungarsi come loro. E a questo punto non mi resta che vivere per vedere come andrà a finire!
Questa mattina sono stata alla presentazione del disco di Pino Daniele, tenutasi al The Place, qui a Roma. Ad anticipare l’incontro con i giornalisti è stato uno show case affollatissimo che ha visto tre cambi palco, per una manciata di ottime canzoni.
Non sono proprio una fan di Pino Daniele, ma non posso negare che sia stato davvero un bello spettacolo. Mi ha emozionato vedere sullo stesso palco James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, e poi Gianluca Podio (finalmente un volto), Alfredo Golino, Agostino Marangolo… gente che con la musica fa sul serio. Avreste dovuto esserci per vedere quanto entusiasmo aleggiava su quel palco! Io ero in prima fila perché dovevo registrare la conferenza, seduta su di un puff a un metro, o forse meno, da tutto questo. Mi sono incantata.
Mi succede di rado di restare rapita dalla musica senza dare importanza alle parole e quest’oggi è successo. Vedete che vuol dire quando a fare musica c’è gente di alto livello? Loro tessono la rete e noi ci cadiamo dentro, piacevolmente immobilizzati.
Mi è piaciuta anche la genuinità con cui Pino Daniele si è raccontato. Quello che avevamo davanti era un uomo vero, con i suoi limiti e le sue difficoltà di comunicazione, ma alla fine è riuscito a farsi comprendere meglio di tanti altri.
All’improvviso poi la voce di Fiorello, in diretta radiofonica, ci ha strappato una risata piena con il duetto improvvisato tra Pino Daniele e il trombettista Paolo Fava, troppo simpatico davvero.
Tra le notizie date in occasione della conferenza posso dirvi che dal concerto napoletano, atteso al San Paolo l’8 Luglio, sarà confezionato un DVD. Il triplo cofanetto in uscita il prossimo 16 Maggio si intitola Ricomincio da 30, un chiaro omaggio all’amico Massimo Troisi, e contiene 41 canzoni di successo (una bella selezione, tra l’altro) e quattro inediti. In 80mila lo hanno già prenotato nei negozi, il che gli ha fatto vincere già il Disco di Platino.
Tirando le somme devo dire che è stato un appuntamento gradevole e ringrazio la SonyBMG per l’omaggio che ha fatto a noi giornalisti: un quadruplo vinile di Ricomincio da 30 non in vendita, ma a tiratura limitata solo per noi. Io lo lascio sigillato, perché ne prevedo un futuro da collezionisti.
Presto vi parlerò di un progetto, per me importante e spero lo diventi anche per voi. Un progetto di lavoro, ma nato dal cuore e partorito dalla passione. Non voglio anticiparvi niente, perché l'effetto sorpresa ha il suo fascino, ma quello che posso dirvi è che era chiuso nel cassetto da quasi cinque anni e ora finalmente sembra destinato a concretizzarsi.
Paolo Fox parla di figli in arrivo per i Gemelli e a me piace pensare che questa creatura possa davvero derivare da un parto, perché in fondo di nascita si tratta.
Ah, che viziaccio che ho di fare sempre la misteriosa, ma finora non credo di avervi mai delusi o almeno lasciatemelo credere.
L'unico indizio che posso darvi è che ci sto lavorando con il mio nuovo pc, un favoloso IMac, che non so ancora usare. Ma imparerò presto, perché quando c'è la volontà...
E' partito lo scorso martedì 22 Aprile il concorso per band emergenti di Rosso Alice chiamato Area 24, e nella prossima puntata di martedì 29 Aprile ci sarò io, in qualità di giurata. Ve ne ho già parlato in passato, ma ora approfondisco.
Il portale a banda larga di Telecom Italia (www.rossoalice.it) ospita ogni martedì alle 18 Area 24, l’innovativo reality contest che fa incontrare e scontrare sul web 24 artisti emergenti tra loro e con il giudizio di discografici, giornalisti e promoter musicali. Gli artisti in gara si sfidano, quattro per ogni puntata, sotto lo sguardo di web-cam e microfoni ambientali, sempre accesi per registrare le esibizioni, ma anche per carpire sensazioni, commenti a caldo ed emozioni dei protagonisti, proprio come in un reality. I vincitori potranno approdare sui palchi di alcuni tra i più prestigiosi festival italiani.
La prima puntata è stata trasmessa martedì 22 Aprile, consacrando vincitori della puntata i Coldturkey, duo acustico di Carpi. Ora, secondo il meccanismo del concorso, sarà il pubblico del web a decidere chi far ritornare in gara, tra le tre band escluse. Nella seconda puntata, in programma il 29 Aprile, sarà annunciato chi tra questi tre gruppi ha vinto la sfida del web e sarà possibile conoscere le motivazioni della scelta della giuria di qualità.
Nel corso della puntata assisteremo alle performance di altre quattro band in concorso: ANTONIO NARDI di Firenze, ATHEBUSTOP di Pesaro, LA FAME DI CAMILLA di Bari e SM58 di Roma, che saranno sottoposti al giudizio dei quattro giurati: Massimo Cotto (Radio Capital - SanremoLab), John Vignola (Il Mucchio Selvaggio), Paola De Simone (Circuito Radio InBlu) e Fabio Gallo (Promoter radiofonico). Una sola band passerà il turno.
Trattandosi di una registrata posso solo anticiparvi che ci siamo divertiti come non succedeva da tempo. Massimo, John e Fabio sono stati un'ottima compagnia, oltre ad essere degli eccellenti professionisti.
Ricapitolando: martedì 29 alle 18 andate su www.rossoalice.it e guardate Area 24. Io non so se riuscirò a vederlo, perché a quell'ora sarò in radio, ma confido nei vostri racconti. Ricordate che, come da format, le motivazioni delle nostre scelte andranno in onda il martedì successivo, 6 Maggio, stessa ora.
Per la serie le disgrazie non arrivano mai da sole, ecco un'altra delusione, un piccolo dolore personale a dir la verità. In un'intervista che trovate sul quotidiano La Stampa di oggi, anche on line, Francesco Guccini accenna ad un prossimo probabile (dunque non sicuro) disco come l'ultimo della sua carriera. Ha smesso di fumare, dice, ragion per cui è ingrassato e non ha più ispirazione. Chissà se quella che stiamo vivendo è davvero la fine di un'epoca...
"...lingua mortal non dice quel ch'io sentiva in seno..."
Ci siamo, tra un paio di giorni gli italiani saranno chiamati al voto. Sentimento comune è rispondere a questa affermazione con un colorito 'che palle' o un emblematico 'tanto è inutile'. Da settimane mi dico che è meglio non toccare l'argomento, anche perché ogni volta che lo affronto mi ritrovo un amico in meno e una rabbia in più. Ma siccome è noto che ho un carattere passionale e che l'unico sforzo che sono in grado di fare, non senza fatica, è quello di non rispondere istintivamente a certe provocazioni, ne parlo solo ora con calma e senza alcuna spinta istintiva, bensì con moto ragionato e cosciente.
E' un mese che ascolto con attenzione gr e tg per vedere che tipo di campagna elettorale possono offrirci i nostri politici e, adesso che ne so di più, mi sento di avanzare qualche piccolo commento. Diamo per scontata la premessa che il più pulito ha la rogna, ma non nascondiamo la testa sotto la sabbia e agiamo, a costo di sbagliare, ma agiamo. Perché dico questo?
Gira da giorni su Internet una mail che invita ad andare a votare e a far annotare il proprio rifiuto ad esprimere una preferenza, e io credo che questo sia stolto. Sono poi sempre di più quelli che si sono convinti a non andare a votare, gesto che io ritengo altrettanto stolto. Il perché ce lo spiega il sistema elettorale vigente in Italia e soprattutto la matematica. Astenersi o andare a votare senza esprimere il voto non cambierà le cose. E' una battaglia persa. Sarebbe una mossa intelligente se lo facessero tutti, ma veramente tutti gli italiani, ma così non sarà. Per cui chi agirà in tal senso potrà solo vantarsi di aver fornito ai telegiornali una notizia in più, chissà forse anche d'apertura: "Grande l'astensionismo..." oppure "Numerosi i voti non espressi"... ma poi, sempre in virtù di quella matematica che non diventerà mai una vostra opinione, il vincitore ci sarà. Qualcuno o qualcosa governerà la nostra Italia.
La disillusione è più che plausibile, ma non è possibile stare a guardare, in un male minore bisognerà pur credere. L'Italia è anche vostra e non andare a votare o votare nullo significa abbandonarla, e non è certo un atto di cui andare fieri.
Io andrò a votare, naturalmente, ormai da anni lo faccio per esprimere un voto contro e non a favore, perché tra tanti cialtroni credo ce ne sia uno un po' più pericoloso: lo psiconano! In questa campagna elettorale ha davvero toccato il fondo. Ha risposto con battute al problema del precariato, ha messo in discussione la correttezza del nostro Presidente della Repubblica (pur nascondendosi dietro finte dichiarazioni di stima), ha detto che i magistrati devono fare un test per accertare la propria sanità mentale... fossi un magistrato mi piazzerei sotto casa sua! Ma come si permette, ma si rende conto di quanta fatica comporta vestire quella toga? Lui che si è risparmiato una condanna facendo del falso in bilancio un non reato e cambiadogli nome in contabilità creativa. Nessun uomo è più basso di lui!
Per non parlare dei suoi alleati, che vogliono imbracciare i fucili perché non contenti delle schede elettorali! Ragazzi, ma qui si rasenta la follia, come possiamo permettere che questa gente prenda in mano la nostra Italia! Il Daily Telegraph oggi ha definito Berlusconi "il politico più ridicolo dei tempi moderni", avete capito bene, gli inglesi ridono di lui.
Ma a prescindere dalle vostre simpatie, che comunque rispetto, vi chiedo di riflettere un attimo di più su quello che sarà il primo impegno politico del Pdl: la detassazione degli straordinari. Avete letto? Ve lo ripeto: il primo impegno sarà detassare gli straordinari. Questo non crea posti di lavoro, anzi, ne toglie. E voi credete davvero che l'Italia abbia bisogno di questo? Ma lui lo farà subito, lo ha promesso e ci potete giurare che lo farà, ha tanti dipendenti da dover far lavorare di più, perché uno straordinario costa meno di una nuova assuzione. Non dimenticate che il precariato è opera sua, ci ha dato un lavoro per tre mesi e si è vantato tre anni di aver ridotto il tasso di disoccupazione.
Pensateci a queste cose mentre apponete la vostra crocetta e soprattutto andate a votare, non state a guardare disillusi, perché con voi o senza di voi qualcuno vincerà. E la beffa è che voi (matematica docet) ne sarete comunque responsabili.
E' finalmente arrivato il week end e il mio nipotino Riccardino domenica compie due anni (auguri amore della zia!). Alla sua festa non potrò esserci perché domani parto per fare da giuria a un concorso.
Vi ho già parlato nelle scorse settimane di Area24, contest musicale sponsorizzato da Rosso Alice. I 24 finalisti si sfideranno all'ultima nota e domani (sabato 5) toccherà a me esprimere un giudizio. Il tutto sarà udibile e visibile. Trovate qui tutte le info. Come riportato dal sito, le sfide inizieranno il 22 Aprile, ne deduco che non si tratta di una diretta. Vi saprò dire di più al mio rientro!
E poi domenica sera, qui a Roma (al The Place), c'è il live di Niccolò Agliardi e non voglio perderlo, visto che da quando lo conosco non ho mai assistito a un suo concerto. Se venite anche voi, fatevi riconoscere!
Vi auguro un intenso week end e al mio Riccardino do tutti i baci del mondo (recupereremo, zia!).
Sono mesi strani questi. Succede che da un po' sembra essersi fermato tutto. All'improvviso il cuore respira, ma non vive. Mi capita di sentire l'urlo e il tremore della mia pancia, ma se pongo l'orecchio al cuore, avverto solo che c'è, che osserva, ma non sente.
E' stordito il mio cuore, così non soffre e non gode. Allora se mi capita lo scontro, lo evito, per indifferenza. E se capita la tentazione, la driblo per esigenza. Se c'è qualcosa che dovrei fare col cuore, attendo e rimando. La testa ha al suo servizio tutte le energie e le usa. Così ragiono e rifletto, ma non sento.
I miei nipoti lo hanno fatto battere, allora ho capito che sa ancora come si fa. Ma i miei nipoti hanno un potere senza pari e alla loro altezza non vedo onde. Andando indietro nei giorni rivedo, come in una fotografia, il frullato che ne fece "Una vita tranquilla" (di Tricarico, serve dirlo?). Altro momento di 'battimento'. E nulla più. Ora, per esempio, non lo sento.
Oggetto: Istanza di matrimonio ai sensi delle dichiarazioni del candidato premier del PDL Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008
Il/La sottoscritto/a ____Paola De Simone_______, nato/a a __Pescara__ il ___26-05-1972, lavoratore/trice precario/a della Repubblica italiana, facendo seguito alle dichiarazioni del candidato premier del PDL Silvio Berlusconi, rilasciate nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008 e rivolte a una giovane lavoratrice precaria, che si riportano per intero:
"Io, da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere".
ED ESSENDO IN POSSESSO DEI REQUISITI PREVISTI DALLE
SUDDETTE DICHIARAZIONI (CONDIZIONE DI LAVORATORE/TRICE
PRECARIO/A E LODEVOLE SORRISO, - n.b. requisito quest’ultimo acquisito
a seguito dei ripetuti colloqui per i rinnovi dei contratti)
CHIEDE
di potersi sposare con Lei e nelle more dell’espletamento della cerimonia di poter essere mantenuto/a con adeguato assegno di mantenimento.
Si allega a tal fine foto attestante il requisito del lodevole sorriso.
Si dichiara altresì di non aver inviato analoga istanza ad altro milionario.
So cos'è la stanchezza perché oggi sono molto stanca. Non di essere bianca come cantava Bruno Martino, ma di lavoro. Mi hanno chiamata a fare delle supplenze in una scuola superiore non lontana da casa mia e così da una settimana sono ufficialmente "la proff" di Italiano, Storia e Geografia in una prima e seconda di un istituto tecnico. Lo sarò solo per qualche altro giorno e poi tornerò alla mia quotidianità, bruscamente interrotta, ma senz'altro arricchita.
Quella che sto vivendo è un'esperienza davvero formativa: per cominciare ho scoperto che i professori lavorano molto e si stancano di più. E soprattutto sono sottoposti a uno stress che non ha prezzo. Se non hai passione, non puoi assolutamente fare questo mestiere.
Io ho sempre creduto di averla, questa passione, seconda solo al mio amore per l'informazione musicale, e ho sempre pensato di poterli (eventualmente) far convivere. Ma in questi giorni ho capito che non è proprio così. Sono due lavori molto impegnativi e con grandi responsabilità, seppur molto differenti. Ed entrambi ti assorbono tutto.
Avere davanti venti ragazzi adolescenti e insegnare loro non solo la cultura, ma soprattutto a relazionarsi e a vivere in una società è una scommessa quotidiana, che è più facile perdere che vincere. Così come fare informazione richiede precisione, conoscenza, coscienza e serietà, senza spazio per le proprie debolezze.
Non posso ancora tirare le somme, perché l'esperienza è ancora in corso, ma il grosso è fatto e mi sento di poter dire che qualcosa è cambiato in me. A parte la gratitudine che sento ora nei confronti dei miei professori del passato, sento di conoscere meglio ciò che ho sempre creduto di desiderare e apprezzo con più forza ciò che ho costruito in questi anni di dedizione al mio lavoro di giornalista.
Capiamoci, insegnare non è un lavoro che mi spiace, ma semplicemente - forse - non è il mio.