giovedì, 24 gennaio 2008, ore 21:56

Da casa a casaNiccolò,
domani è il grande giorno, esce il tuo nuovo disco, "Da casa a casa". Sono in difficoltà nel parlarne e puoi capire bene perchè, una recensione è uno scritto critico e non dovrebbe prevedere il sudore; l'unico battito poi dovrebbe essere quello della batteria che accompagna le canzoni. E non è così.

Perdonami dunque l'informalità con la quale questa volta parlo della tua musica. Da "1009 giorni" sono passati oltre due anni e all'epoca non ti conoscevo, non così bene, e non posso prescindere da quello che ora so e che ho visto in questi tanti mesi di preziosa amicizia.

Così ti scrivo una lettera informale e piena di passione (alla De Simone, insomma)!

Sono giorni che mi chiedi di scegliere una canzone su tutte, non è facile ma penso di poter dire che "Una moneta nel mare" è la più completa. Il testo è un ottimo incastro di parole pensate e il ritmo, aiutato da un arrangiamento incalzante e ipnotico, è travolgente. Spero diventi un futuro singolo.

Ascoltando tutto il disco mi rendo conto di quanto lavoro abbia fatto anche Simone (Bertolotti), sì, è stato bravo, non ti ha lasciato solo. Ecco, la sensazione più viva di questo album è che tutto sia in armonia, che effettivamente tu e i tuoi musicisti e collaboratori abbiate lavorato fissando lo stesso punto. Non si intuisce dove finisce l'apporto di uno e inizia quello dell'altro.

Niccolò AgliardiHo letto nel comunicato che è l'attesa il tema che lega tutti i dodici brani e sinceramente non lo avevo percepito. Frugando tra i versi ho trovato invece quotidianità, la vita insomma, fatta di tragitti ("Da casa a casa"), di speranze ("Una moneta nel mare"), di attenzioni ("Dante"), di incomprensioni ("Aspetto una domanda"), di fatalità ("L'amore per caso"), di viaggi ("Allegria sorvegliata"), di consapevolezze ("Secondo te?"), di legami ("Continuamente"), di pazienza ("La panchina"), di attese ("Il senso 2"), di rese ("Non ci aspettiamo più") e di obiettivi ("Zazà"). La vita, appunto.

I testi non mi stupiscono, erano belli quelli di "1009 giorni" e lo sono altrettanto questi. Ma la mancanza di stupore è dovuta al fatto che ora conosco il tuo linguaggio e tu scrivi esattamente come parli: con attenzione e responsabilità. Credi in quello che dici, così come credi in quello che canti. Ci sei tu dentro questo album, Nicc, autentico e raffinato, come sai essere.

Sai che ascoltandolo ho anche sorriso? Sì, perché in alcuni brani parli romano, te ne sei accorto? Ne "Il senso 2" per esempio, sarà il ritmo scanzonato, ma fa un po' strano sentirti quell'accento così poco milanese. Anche se un po' romano lo sei, e lo sai.

Amo molto anche "Zazà", il suo significato soprattutto: l'idea di un obiettivo che ci danna la vita, ma che la condisce e la lascia vuota al suo sparire. C'ho pensato molto, sai, e credo di doverci riflettere ancora un po'. Mi danno di tante cose, senza le quali dove sarei oggi?

Niccolò AgliardiMi piace "Da casa a casa", trovo che abbia un testo superlativo. Quando dici che le parole "vanno a schiantarsi senza ragione sulla dolcezza di chi non le usa", penso a quanti silenzi ho seminato nella mia vita. E mi sento in colpa.

Confermo il mio gradimento per "Allegria sorvegliata", ha in sé lo svago del tuo viaggio in Africa, ma anche il fardello che non entra in valigia.

"Dante" mi riporta invece a quel giorno che me la facesti sentire in macchina, un anno fa ormai, mi divertì allora e mi rallegra oggi. Questo però non vuol dire che sia leggera, anzi, trovo che sia una canzone molto acuta e meditata.

Sorrido anche ascoltando "L'amore per caso", non solo per la sua aria ottimista, ma perché c'ero quando ti hanno detto che hai "la faccia di chi potrebbe essere felice", lo dicesti allora che quella frase sarebbe finita in una canzone... ed eccola qua. Quanto c'è di te in questo album, Nicc, ti sei davvero concesso.

Ah, c'è una novità: mi sono commossa solo su "Apetto una domanda" e ho abbassato lo sguardo ascoltando "Non ci aspettiamo più", sono stata brava, non l'avresti detto, eh?

Ti aspetto a Roma (ho pronto lo spruzzino).
Paola

pa.desimone
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venerdì, 18 gennaio 2008, ore 13:33

Bianca locandinaSono passati anni da quando il mio Milo mi parlava del film Bianca di Nanni Moretti. Ci eravamo promessi di guardarlo insieme, ma poi la distanza, gli impegni, le impossibilità logistiche e il tempo che porta tutto con sé non ce lo hanno permesso. Mi parlava di questo film come uno di quelli che segnano, che ti lasciano qualcosa dentro. Ieri notte l'ho visto e ne sono rimasta colpita davvero. E' vero, è uno di quei film che segnano e che ti lasciano qualcosa dentro.

Forse però, se lo avessi visto all'epoca, non lo avrei sentito così intensamente. La mia sensibilità e fragilità emotiva sono il frutto delle esperienze vissute, e forse non avrei potuto trovare momento migliore per vederlo. E' un film profondo, malinconico e reale. Traccia il perfetto quadro dell'idealizzazione dell'amore e della devastante paura di amare.

Una scena su tutte mi ha colpito: i due protagonisti, Michele e Bianca, sono seduti a un tavolo di ristorante. Il dialogo si apre con le parole di Michele:

- Non è giusto che noi continuiamo a vederci, io magari sarò imperfetto però voglio essere coerente. Non ci dobbiamo più vedere, mai più!
- Ma perché?
- La felicità è una cosa seria, no? E allora se c'è deve essere assoluta!
- E che vuol dire?
- Vuol dire senza ombre, senza pena. E' difficile per tutti, per me invece è impossibile. Forse non ci sono abituato.
- Ma le cose cambiano, le persone si trasformano, le situazioni... io non capisco questa specie di obbligo senza che fra noi sia successo niente.
- Tanto tu prima o poi mi lasceresti. Io non posso pensare che un giorno magari siamo in terrazzo, tu ormai vivi a casa mia, ti avvicini e mi fai: "Sai, Michele, ti devo parlare". E poi mi spieghi che è stato molto bello però ormai non si può più andare avanti, l'amore è finito.
- Ma come fai a saperlo?
- Lo so.
- Allora per non soffrire dopo, lo fai adesso così, senza che ci sia una ragione, senza motivo.
- Sì.
- Tu giudichi, sai, decidi, stabilisci le colpe, condanni.
- Perchè no? Giudico me, lo posso fare anche con gli altri.
- Ma gli altri non sono un teorema, tu sei pazzo.
- E non sono pazzi quelli che accettano tutto? Io almeno dico: questo è sano, questo è malato, questo è bello oppure è brutto. Qui c'è il bene, qui c'è il male.
- Tu sei pazzo davvero.
- Sì, Bianca. Perché tutto questo dolore? A te sembra giusto? A me no. Io mi devo difendere.

pa.desimone
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martedì, 15 gennaio 2008, ore 02:38

Quando un giorno sta per finire e un nuovo giorno sta per cominciare... un giorno per sognare, per amare, per vivere... mi sorge un pensiero.

Sono una secondogenita, alle scuole medie correvo i cento metri e non c'era verso di scollarmi dalla seconda posizione, feci un corso di doppiaggio e arrivai seconda nella classifica del nostro docente, gareggiai per un'unica borsa di studio e mi posizionai seconda in graduatoria, partecipai a un concorso letterario e vinsi il secondo premio, m'innamorai e qualcuna arrivò prima di me.

Ma non vi sembra ora che Toto Cutugno vinca il Festival di Sanremo?

...sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci...

pa.desimone
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mercoledì, 09 gennaio 2008, ore 03:30

Sarà che il Festival di Sanremo lo amo, mai persa un'edizione, mai persa una canzone. E forse proprio perché lo amo non sopporto quelli che dicono che morirà, che sta spirando, che è in coma. Ma quando mai! Sanremo è la nostra storia, è un motivo per parlare della nostra musica (calma con le battutine), è un palco che dà timori e tremori. Sarà colpa di questo amore, ma io uno schiaffo alla Commissione artistica di quest'anno lo darei.

E non di certo per aver scelto l'intelligenza artistica di Mario Venuti e il calore mediterraneo della musica di Eugenio Bennato (sì, Gallessa, sono molto contenta!) o per l'occasione (ennesima e umana) offerta alla Berté. E neanche per aver accontentato i giovani con i Finley e Moro (dei giovani Sanremo ha sete). No, non mi permetterei di schiaffeggiare gli egregi esperti neanche per aver avallato la genialità di Max Gazzé, Frankie Hi NRG e Tricarico (ce ne fossero ogni anno). E vada anche per Michele Zarrillo (romantici accorrete!).

Ma un ceffone per aver accettato che ancora una volta salissero sul palco la banda degli inutili sì. Anna Tatangelo e Paolo Meneguzzi se li metti all'asta non si tira su neanche una cena al Mc Donald's. "Ma la Tatangelo è entrata in classifica con il suo disco", direte voi, e "Meneguzzi è l'idolo delle ragazzine" (in fase premestruale, aggiungerei io)! Ma la verità, che vi piaccia o no, è una sola: nessuno che ami veramente la musica può apprezzarli.

Dietro di loro ci sono progetti a tavolino, nessun artista, nessun pensiero. La prima ha solo una gran bella voce (come negarlo), la secon... il secondo ha... ha... (chiedo l'aiutino da casa).

E poi una gran tirata d'orecchie (sempre alla commissione) per aver ripescato la cena della sera prima, leggasi Mietta. Questa ve la spiego: quello che non avete mangiato ieri perchè dovreste mangiarlo oggi? Cioé se Mietta non ce l'ha fatta fino a ieri, su che basi dovrebbe stupirci oggi?

In quanto alla vecchia guardia, io ho molto rispetto per i vari Little Tony e Toto Cutugno, anche se di quella fascia geriatrica preferisco di tanto i Dorelli e gli Arigliano. Ma se questo è, finché ci sono, ce li teniamo.

Per Giò Di Tonno gioisco, perché pescarese non lo nego, la volete sentire una storia carina? Mia sorella comprò da lui il suo pianoforte e gli augurò di fare tanta strada cosicché lo strumento avrebbe acquisito un valore. Dopo quell'augurio lo ritrovammo al Notre Dame de Paris e ora a Sanremo. Beh, speriamo che mia sorella mi auguri di dirigere un giorno il Festival di Sanremo! E' troppo così? ;-)

Chioso con uno sfogo: mi spiace per l'esclusione di Pacifico (roba da matti!) e di Manuela Villa (è un'amica e so quanto ci teneva, ma voi della commissione siete brutti e cattivi)!

Chi vince? La Tatangelo, ovvio.

pa.desimone
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domenica, 06 gennaio 2008, ore 23:55

Sanremo 2008, Sezione BIG:

Eugenio Bennato
Loredana Berté
Sergio Cammariere
Toto Cutugno
Giò Di Tonno e Lola Ponce
Finley
Frankie Hi NRG
Max Gazzé
Gianluca Grignani
L'Aura
Little Tony
Paolo Meneguzzi
Mietta
Amedeo Minghi
Fabrizio Moro
Anna Tatangelo
Tiromancino
Tricarico
Mario Venuti
Michele Zarrillo

pa.desimone
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venerdì, 04 gennaio 2008, ore 18:37

Arrivo tardi a farvi gli auguri per il nuovo anno, ma non ne ho colpa: ho avuto il pc rotto (l'ho ancora), poi sono partita, poi sono tornata, mi arrangio con un portatile di vecchia data... e attendo.

Ma ora sono qui a dirvi 'auguri', una parolina piccola piccola che auspica i momenti più belli, sperando che siano tanti per tutti voi. Non vi lascio senza una dedica musicale, così vi offro un pensiero che ho inviato a una persona a me tanto cara, lo dedico a tutti coloro che sono caduti, sperando che questo 2008 li rialzi!

"Per noi che abbiamo avuto tutto il mondo contro
e già sappiamo che si prova a stare in fondo
per noi dev'esserci un'uscita sull'esterno
e un giorno dopo quest'inverno"
("Fiori" Celentano, autore Neffa)

Ecco l'augurio più bello: "...un giorno dopo questo inverno".
Auguri!

 

pa.desimone
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