mercoledì, 18 febbraio 2009, ore 21:03

Sola in una camera d’albergo, ascoltando Patty Pravo nel brano in gara al Festival, una canzone dall’aria francese intitolata “E io verrò un giorno là”. Rifletto, nel mentre di una piccola pausa. Mi porto dentro tante tensioni, quelle che si accumulano alternando passione e fatica, in un turbinio che concede pochi intervalli. Penso a come il tempo trasformi le cose e a come spesso, dopo il diradare della nebbia, ti accorgi di avere davanti qualcosa che non vedevi. O ancora peggio, ti accorgi di aver sempre visto fantasmi. La mia musica italiana non è mai esistita, quella che amo è frutto della mia vivida immaginazione. Lo è, se tutti non sanno di cosa parli quando parli di lei. Questo Festival forse ha davvero fatto il suo tempo. Un tempo troppo lontano, quello dei Modugno e dei Tenco. Se si vive di ricordi, il rischio alberga nel risveglio.

Rimetto da capo il brano della Pravo, mi concilia la riflessione, mi accarezza i pensieri. “Ci daremo la mano e poi mai più ti perderò”, canta l’ex ragazza del Piper. E allora corro con la mente a chilometri da qui e sento un profumo. Un respiro. Forse la musica è quella, scandita nel ritmo da quei sospiri, da quei battiti. “Io son qua e ti sento, sento ancora che ci sei, ma è troppo stanca l’illusione di ciò che ho perso e che vorrei”, canta ancora lei e io torno a pensare alla musica. In sala stampa, oggi, mi sono guardata molto intorno e ho visto tanta accondiscendenza, ho udito tanti applausi, ho visto volare foto e autografi. Non credo di stimare molto i miei colleghi, salvo qualcuno che probabilmente non ho notato perché troppo preso a fare il proprio mestiere.

E poi tacchi, minigonne e tanto trucco intorno agli occhi, per non vedere e per farsi vedere. Guardo la mia penna e la mia tastiera e le accarezzo, in un gesto nostalgico e balordo. Sciocco idealismo il mio, donna d’altri tempi e di altra scrittura. Ma poi mi scopro a sorridere e a fare spallucce. Perché tanto, io, a Sanremo, queste cose le ho sempre pensate. E questo è solo un anno in più
pa.desimone
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