lunedì, 24 novembre 2008, ore 02:39

Io amo molto gli uomini. Mi piace stare con loro, mi divertono e mi sento più me stessa in loro compagnia. Ma in tutta onestà devo dire che non sempre li capisco. Troppo semplici, forse, o semplicemente troppo diversi dal mondo femminile per poterli afferrare. Questa, però, ve la voglio raccontare: sei anni fa conobbi un ragazzo, era bello, ma talmente bello che le donne si giravano a guardarlo con sguardo stupito. Ricordo come fosse ieri la faccia imbambolata di una commessa che non riusciva a darci il resto perché ipnotizzata nel trovarselo davanti. Quando ci conoscemmo scattò qualcosa tra noi, ma io non potevo credere che potesse essere interessato a me, allora non avevo la stessa stima in me stessa che serbo oggi, mi sottovalutavo un po’ evidentemente, ma davvero non riuscivo a spiegarmi come potesse volere proprio me. Ma così era. Lo ricordo gentile, garbato, pieno di valori. Sembrava finto per quanto era bello dentro e fuori. Lo conobbi nella mia Pescara quando ormai vivevo a Milano e, causa distanza, ci perdemmo dopo poco. Due anni di lungo silenzio e una sera gli mandai un messaggio, mi rispose che non aveva mai smesso di pensarmi e che gli avrebbe fatto piacere rivedermi. Lo rividi. La sua bellezza era rimasta intatta, passammo una serata bellissima. Ero convinta che ce ne sarebbe stata un’altra, ma il destino non sembrava pensarla come me, e nemmeno lui. Ci riperdemmo. Ma dopo un anno e mezzo, quando ormai vivevo a Roma, si fece risentire. Apparve nuovamente dal nulla dopo tanto silenzio, sempre educato, sempre gentile e cortese. Sempre bello. E, ditemi voi donne, come si fa, da dove si comincia a dirgli di no? Volle rivedermi, mi invitò a cena fuori, elegante e misurato, mi trattò come fossi l’unica donna al mondo, ma questa volta quella stessa alchimia, ahinoi!, non ci fu. La sua dolcezza ed educazione continuavano ad affascinarmi, ma fu dura ammettere a me stessa che in sua compagnia mi stavo annoiando. Fu un po’ come assistere alla caduta da cavallo del principe azzurro. E pensare che nel mio immaginario si era conquistato un posto difficile da eguagliare. Purtroppo dovetti arrendermi alla realtà, che era decisamente altra rispetto ai ricordi. In cuor mio detti la colpa a lui, mi aveva lasciata troppo nel silenzio per meritarsi il mio entusiasmo. Perdersi nuovamente questa volta fu inevitabile. Cancellai persino il suo numero, per non avere ulteriori e vane tentazioni.

Ed ecco il finale della storia.

Questo pomeriggio, uscita dalla doccia, ho trovato una chiamata sul cellulare. Il numero non era memorizzato e non sapevo chi fosse. Generalmente lascio correre, non sono di quelle che rispondono o richiamano. Ma una chiamata di domenica mi porta a escludere rogne lavorative e quasi istintivamente ho mandato un sms per sapere chi fosse. La risposta ha destato in me inevitabile meraviglia. Era lui. Mi scriveva che immaginava avessi cancellato il suo numero, ma lui non lo aveva fatto, perché nonostante il passare del tempo non era riuscito a dimenticarmi. La mia risposta è stata decisamente meno romantica della sua, una risposta da donna un po’ ferita. A questo scambio di sms è seguita una telefonata. Mi ha fatto strano sentirlo, udire la sua voce mi ha richiamato immediatamente la sua immagine. Per me lui è come non fosse mai esistito, quasi un’invenzione della mia fantasia, invece c’era, era dall’altro capo del filo e ne sentivo il respiro. Mi ha chiesto come stavo, quali cambiamenti c’erano stati in questi quasi tre anni di silenzio. La mia risposta gli ha descritto la mia vita in superficie e poi ho girato a lui la domanda. Mi ha svelato di essersi sposato da un anno e mezzo, con una ragazza che conosce praticamente da sempre, ma che gli mancavano i suoi spazi e che non era riuscito a dimenticarmi. Forse ho smesso di essere romantica, ma in tutto questo non riesco a vedere un briciolo di bellezza. Ha aggiunto che gli avrebbe fatto piacere rivedermi, da amici, per un caffè… non lo nego, la tentazione è stata tanta. Lui parlava e io chiudevo gli occhi, rivedevo il suo splendido viso e il suo corpo scultoreo. Un respiro profondo e una risposta necessariamente dura: non era il caso di vedersi neanche per un caffè, perché in fondo noi amici non lo siamo mai stati. Lui ha argomentato dicendo che con la moglie è stato chiaro, lei non può portarle via amici e passato. Lei forse no, ma io sì.
pa.desimone
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Commenti
#1   26 Novembre 2008 - 18:30
 
Che storia romantica, io ce lo vedo il romanticismo Paola, e ti immagino come una donna molto forte, io non avrei saputo resistere alla tentazione. Ma io sono una donna molto debole..... forse dovresti darmi qualche lezione.... Sei un esempio per me.
S.
utente anonimo

#2   26 Novembre 2008 - 23:50
 
Per carità, S., io non sono un esempio per nessuno. Sei molto gentile, ma fidati, sono una donna debole anch'io, come vuole la femminilità che dovrebbe contraddistinguerci. E' solo che in questo momento della mia vita so con certezza quello che voglio, e non è certo un uomo sposato, per quanto bello possa essere. Per il resto, credimi, resistere alle tentazioni per me è solo un incidente.
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#3   27 Novembre 2008 - 09:29
 
Tanto gentil e tanto onesto pare... ma poi tanto gentil e onesto non è.. forse ti sembrava finto perchè era finto..
Non è aver smesso di essere romantici, ma aver imparato a vedere la realtà. In fin dei conti un uomo sposato che ti richiama per rispolverare i vecchi tempi perchè ha detto alla moglie che vuole i suoi spazi non mi sembra molto romantico... dire di no però è sempre dura se l'uomo in questione "si presenta bene"..
Complimenti per aver resistito alla tentazione!
Nihal
utente anonimo

#4   27 Novembre 2008 - 11:27
 
Grazie Nihal, io la vedo esattamente come te e rifletto su come possa essere ingannevole la bellezza mista a gentilezza: un mix che fa girare la testa. La vera natura delle persone, però, a quanto pare non somiglia molto alla loro facciata. E poi, diciamocelo, ma quanto sono belle certe imperfezioni fisiche, non trovi? ;-)
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#5   27 Novembre 2008 - 17:16
 
E allora perché se io non sono sposato continui a declinare i miei inviti? Non serve che firmo, vero?
utente anonimo

#6   28 Novembre 2008 - 10:19
 
Chimica...
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#7   02 Dicembre 2008 - 14:53
 
non tutte le storie hanno un lieto fine....ma tu sei un gran donna e ti meriti un grand uomo, non uno che torna sui suoi passi come ripiego !
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#8   02 Dicembre 2008 - 17:23
 
A me è successa la stessa cosa e alla fine lui ha lasciato la moglie ed è rimasto con me. Chissà se anche tu avessi accettato di rivederlo... Jo
utente anonimo

#9   02 Dicembre 2008 - 17:24
 
Ah ho dimenticato di dirti che abbiamo anche una bellissima bambina. ciao jo
utente anonimo

#10   03 Dicembre 2008 - 09:36
 
Bene, Jo, sono felice per te, ma credimi, la mia è decisamente un'altra storia. A me lui non interessa, tanto quanto io non interesso a lui.

Cara Cataplof, grazie per il tuo pensiero, ma credo tu ti sia fatta un'idea di me un po' sbagliata. Io non sono affatto una grande donna e in quanto ai grandi uomini... beh... smettiamola di crederci. Ci sono belle e brutte persone. La grandezza è dettata solo dagli eventi.
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#11   04 Dicembre 2008 - 13:45
 
Hai mai pensato di scrivere romanzi? Scrivi da Dio. Complimenti!
Nino
utente anonimo

#12   05 Dicembre 2008 - 10:26
 
Gentile ed esagerato, Nino, grazie. No, ai romanzi non ho mai pensato, perché non ho fantasia, non so inventare una storia, ma raccontare quello che vivo e la mia vita non è proprio un romanzo... almeno credo.
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#13   12 Dicembre 2008 - 16:38
 
Bella storia, brava nel finale.
Anche se forse sapevi che proprio non aveva senso rivedersi, che s'era perso tutto. Una domanda provocatoria, giusto per parlare: se invece t'avesse pescata in un momento in cui non eri ancora rimasta disillusa da lui o da un incontro con lui (o dalla concreta mancanza di interesse) avresti accettato, con lui sposato?
Forse sì... e avresti fatto bene!
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#14   14 Dicembre 2008 - 19:39
 
No, Luigi, non avrei accettato. Forse anni fa mi sarei buttata con incoscienza, ma oggi penso di conoscere un po' gli uomini e non mi illudo più. Se un uomo non ti chiama, è perché non gli interessi. E se si fa sentire dopo tre anni è solo perché il tuo numero gli è comparso davanti in un momento di noia, in cui scorrendo i tasti del cellulare si è chiesto: "Chissà se ci starebbe ancora?". E la risposta, nel mio caso, è: "No, non ci sta più"!
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#15   31 Dicembre 2008 - 19:00
 
Paola, io t'avrei costruito un festival da restare incollata alla TV. raccomandami la prossima volta.

:-)
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